NON SI TOCCA LA CASA DEGLI ITALIANI

«Il contribuente medio non si accorgerà di nulla: l'impegno che il governo prende è che nessuno pagherà di più o di meno. L'imposizione fiscale su case e terreni rimarrà invariata». È stato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, a fugare ogni dubbio. Il governo ha deciso esclusivamente di costruire «una base di informazione adeguata» sugli immobili presenti in tutto il territorio nazionale. Un'operazione di trasparenza, di lotta al nero e al sommerso, che durerà cinque anni. Draghi è stato netto: «Se ne riparlerà dal 2026». La delega fiscale è un testo equilibrato, rispettoso delle diverse sensibilità nella maggioranza, espresse dai partiti in questi mesi. Il ministro dell'Economia, Daniele Franco, ha saputo cucire i desiderata e i non possumus. E Forza Italia ha presidiato con successo le questioni più spinose, a cominciare dalla riforma del catasto. Essenziale per combattere l'opacità, favorire l'emersione di immobili e terreni non accatastati, modernizzare gli strumenti di rilevazione e integrare le informazioni, ma accompagnata (presidiata) dalla espressa previsione che tali dati «non siano utilizzati per la determinazione della base imponibile dei tributi, la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali». Una norma che neutralizza ogni rischio fiscale. Gli estimi, le rendite e i valori patrimoniali per la determinazione delle imposte rimangono quelli attuali. Nessun impatto si avrà sui redditi rilevanti per le prestazioni sociali. Si tratta, dunque, di una riformulazione volta esclusivamente ad ammodernare il patrimonio informativo e statistico. Resterà in capo a un futuro governo e a una futura maggioranza politica nel 2026 il compito di valutare se e come impiegarlo nelle sue ricadute fiscali. Tenendo presente quanto ha sottolineato Draghi: l'obiettivo della delega è quello di ridurre il gettito complessivo, non di aumentarlo. Ecco perché la mappatura spalmata in cinque anni e senza ricadute fiscali è una scelta intelligente e responsabile, ed è la più evidente tra le vittorie di Forza Italia, tra le molte incassate nel testo appena approvato, come l'abolizione dell'Irap. Dopo il via libera del Parlamento, il governo avrà 18 mesi per attuare la delega fiscale emanando i relativi decreti attuativi. Nessun esecutivo sostenuto da Forza Italia potrà avallare una riforma del catasto punitiva che sprema ancor di più il settore immobiliare o che si abbatta sul ceto medio con il solito alibi dell'equità nell'invarianza di gettito complessivo. Noi terremo la barra dritta. La casa degli italiani non si tocca, né ora né mai.

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